Giu 20, 2013 - Riflessioni in Libertà    5 Comments

I DETENTORI DELLA CONOSCENZA

Per pura casualità di recente, per prassi lavorativa in questi anni mi è capitato di incontrarmi
con svariati tipi di tecnici specialisti in svariati settori, chi più competente chi meno… chi
più convinto di se stesso chi meno.
Tralasciando il discorso sulle capacità reali, presunte tali o vendute molto bene che per altro
per poter esprimere dovrei esercitare o aver esercitato almeno per un periodo lo stesso lavoro.

Il punto del discorso però non è questo.

Si tratta di mentalità e di correnti di pensiero.

Immagino che ad ognuno di voi sarà capitato di imbattersi in quel tipo di persone che sono o appaiono
professionali e competenti nel loro lavoro, risolvono il problema per cui sono stati interpellati
ma appena vi capita di fare qualche domanda rispondono in maniera stizzita oppure evitano addirittura
di rispondere. Se chiedete di spiegarvi quello che hanno fatto nel migliore dei casi si inventano
quattro parole, le uniscono e vi liquidano senza possibilità di replica.

Questo modo di fare è una vera e propria filosofia, è una corrente di pensiero tramandata storicamente
di generazione in generazione, spacciata come tutela del posto di lavoro e di retribuzione garantita.

E’ la mentalità per cui se tu sei a conoscenza di un metodo di lavoro e lo diffondi al prossimo,
questa diffusione di conoscenza aumenta la concorrenza nei tuoi confronti, riduce la tua indispensabilità,
riduce il valore della possibile tariffazione per il tuo intervento e di conseguenza si riduce il margine
dei tuoi guadagni e del tuo successo personale.

Probabilmente questa filosofia non è del tutto sbagliata, i grandi professionisti sono considerati tali e
pagari con ingenti somme di denaro proprio per queso motivo.

Io credo, però, che sia dannatamente incompleta e limitativa.

Nessuno di noi, di voi, di loro è divenuto talmente specialista in un settore, in un campo, in una specifica
lavorazione esclusivamente grazie a se stesso.. è matematicamente e statisticamente impossibile,
non viviamo abbastanza.

Ognuno di noi ha attinto nel suo percorso a studi, scoperte, esperienze fatte da altre persone, personalizzandole,
perfezionandole o semplicemente modificandole.

Ogni era ha rimesso in gioco studi e convinzioni e ha contriuito con scoperte ed invenzioni a quello che normalmente
chiamiamo progresso o sviluppo. In sintesi alla crescita globale.

Ogni nostro pensiero è condizionato da cio che ci circonda, nulla nasce dal nulla, nulla sopravvive da solo.

La condivisione e la divulgazione e diffusione delle informazioni e della conoscenza contribuiscono alla crescita
globale, non si può pensare di eliminare il male dal mondo ma si può pensare che una maggior preparazione globlale
permetterebbe di affrontarlo in maniera migliore.
L’unica rivoluzione possibile, l’unica che potrebbe essere in grado di cambiare davvero qualcosa in questo nostro mondo
è la rivoluzione delle potenzialità del singolo individuo.

Non dobbiamo aver paura di esprimerci, di sbagliare o semplicemente di esercitare in qualsiasi forma il nostro pensiero
e non dobbiamo aver paura di confrontarci tra di noi, dovremmo esigere il confronto civile in qualsiasi campo.

Le informazioni sono un bene comune e vanno difese non nascondendole o tutelandole con fantomatiche leggi ma diffondendole
e usufruendo della loro diffusione.

La vostra filosofia qual’è??

Giu 18, 2013 - cinema e tv    6 Comments

Cartoon: The Brave -Ribelle-

Alcuni dicono che al destino non si comanda, che il destino non è cosa nostra.
Ma io sò che non è così. Il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo

the brave, ribelle
Spesso questi film racchiudono contenuti che a mio avviso sono molto più adatti ad un pubblico adulto
che ad un pubblico bambino.

Ma non adatti perchè sostenibili.

Adatti perchè dei messaggi “nascosti” o meno che siano, ne abbiamo dannatamente più bisogno noi
adulti di quanto non potrebbero averne i nostri figli.

Brahve è il cartoon molto bello e profondo con dei messaggi e uno spirito che se contenuto in un corpo
e una mente adulta sarebbe indubbiamente una possibilità di cambimento per il futuro.

La frase che ho citato sarà il punto chiave di questa mia riflessione/recensione.

Il destino, cos’è il destino?

Colei che tutto sà (tal Wiki Pedia) narra che il destino (da non confondere con il fato) genericamente si
rifersce ad un insieme di inevitabili eventi che accadono secondo una linea temporale precisa, soggetta
alla necessità e che portano ad una conseguenza finale prestabilita.

Quindi si è definito cosa sia ma non chi ne regoli le funzioni e l’esistenza.

Ma torniamo al film, ritornando alla frase citata.

Chi pronuncia quella frase?? Merida, una ragazzina di 6 anni in lotta continua con la madre che
cerca di imporle la standarizzazione dei comportamenti e dei pensieri a quello che viene previsto
dal codice etico, morale e comportamentale di una bambina della sua età che è nata, e designata, come
erede al trono.

Il giorno del suo sesto compleanno Merida riceve in dono dal padre Re Fergus, classico energumero statuario
dotato di pensieri semplici semplici e di modi tanto rozzi quanto buffi, un arco con relative frecce.
Merida entusiasta del regalo appena ricevuto, che viene invece disprezzato dalla madre, corre a far
valere la sua arte di arciere.

Rincorrendo una freccia lanciata e dispersa nel bosco incontra i fuochi fatui e li insegue, terminato l’inseguimento
mentre ritorna dai genitori vedrà il padre impegnato a difendere lei e la madre da un attacco dell’orso Mor’du.

Fortunatamente la collutazione terminerà senza vittime.

Da quel giorno, la distanza di sogni, pensieri e ambizioni con la madre aumenterà sempre più.

Merida soffre le imposizioni della madre Elinor, soffre nel non sentirsi compresa, nel non sentirsi
nemmeno ascoltata e soffre nel dover obbligatoriamente vestire i panni della persona che non è, e che
non sarà mai, specialmente perchè, lei, desidera un futuro diverso da quello della madre.

Quante persone si trovano nella stessa situazione?

E il destino, in tutto questo?

Il suo destino è segnato dalla nasciata, è nata come unica figlia (in seguito nasceranno ben tre fratelli) del re e della regina,
la sua vita sarà prima quella della principessa e poi quella della regina, tutta la sua vita scorrerà all’insegna di questa
storia già scritta.

Non ci sono scelte, non ci sono azioni, non ci sono libertà. Principesse si nasce.

Merida non riesce a sentirsi a suo agio sotto queste spoglia, ci soffre, sente che la sua felicità
è molto lontana da quello che il destino ha previsto e fa tutto quello che le sue forze e la sua mente
gli permettono di fare per lottare affinchè la sua vita possa esser definita SUA.

La vita da Merida occupa pochi attimi della sua esistenza, ma in quegli attimi lei si sente felice
la vita da principessa Merida, dipinta dalla madre in ogni attimo, è una tortura.

Quando Merida viene informata dalla madre che presto le verranno presentati i pretendenti alla sua mano
tra i tre figli dei capi clan governati dal padre, il classico matrimonio combinato, la principessa
ovviamente cade in un pianto disperato.

Merida fugge nel bosco e incontra nuovamente i fuochi fatui che ancora una volta segue senza
remore, i fuochi fatui sono le tentazioni a cui nessuno di noi riesce a rinunciare e l’incontro che farà
merida in seguito sarà la conseguenza della scelta fatta. Seguire le tentazioni.

Chiedere al destino di cambiare le cose è semplice e possibile. Riuscire ad accettare quel tipo di cambiamento
invece non lo è mai altrettanto. Il cambiamento chiesto da Merida avviene ma non nella forma che lei si aspettava.

Perchè chiediamo al destino o chi che sia di cambiare le nostre vite? perchè non risuciamo quasi mai
a farlo da soli?? E’ davvero così impossibile?? oppure abbiamo soltanto bisogno di sapere che ci sarà qualcun altro
a farlo per noi?

E siamo sicuri che sia ciò che ci sta attorno a dover cambiare per regalarci un pò di serenità o felicità??

Il cambiamento a cui è sottoposta Merida, che di fatto la fa soffrire più di prima e le fa capire che forse
prima di chiedere il cambiamento di ciò che ci circonda potremmo fare noi direttamente qualcosa per cambiare
le lascia in dono anche un importantissimo messaggio che solo un adulto può cogliere.

L’orgoglio spesso segna le nostre vite, ma più di esso, ancora una volta le segnamo noi con le nostre
convinzioni e paure, con la nostra abitudine a non vivere in prima persona a non ascoltare e ascoltarci veramente
e ad affidare le nostre sorti al prossimo chiunque esso rappresenti.

Il film è pieno di evocazioni, riflessioni ed argomenti tutt’altro che futili e banali, unisce il fascino della storia
passata, con la modernità del personaggio di Merida, l’invocazione di simbologie tra l’arazzo strappato e le statuine
scolpite in legno, e le figure mistiche tra streghe e fuochi fatui, la magia degli incantesimi che cambiano le persone
e la caparbietà di chi difende con tutte le sue forze e compresi i suoi limiti ideali e persone care.

Unisce la denuncia delle vite pianificate con la libertà di quelle vissute inseguendo sogni e speranze
ancora una volta come in quasi ogni cartoon ci dimostra come purezza e bontà d’animo spesso sono racchiuse in persone
che forse possono vantare meno intelligenza sociale ma molto più rispetto per la vita di quanto non sia in grado di fornire
un anima complessa e sviluppata.

Ci ricorda ancora una volta che la voce del cuore è quella che più di ogni altra ci permette di
essere dei padri e delle madri migliori per i nostri figli.

Ci ricorda, ancora,  che spesso le persone sono intrappolate in rigidi schemi e appaiono come ciò che non sono
perchè abitutate da sempre a seguire delle regole che non hanno mai avuto modo di accettare o rifiutare.

Ma sopratutto, quello che è l’insegnamento più grande che il film trasmette, secondo me,  ci ricorda che solo se ci crediamo veramente, il nostro destino vive in noi, bisogna soltanto avere il coraggio di vederlo.

Giu 14, 2013 - Riflessioni in Libertà    5 Comments

PRISM, EDWARD SNOWDEN E L’INGANNO DELLA PRIVACY

 

PRISM, EDWARD SNOWDEN E L’INGANNO DELLA PRIVACY

 

E’ assoluta ideologia me ne rendo conto… però….

 

Parliamo un attimo di PRISM e Edward Snowden.

 

Premessa rapida, ci provo, per chi non sapesse di cosa sto parlando.

 

Edward Snowden è un ragazzo di 29 anni che sta subendo un trattamento tutt’altro che piacevole dal Governo Americano.

Il motivo? Semplice, ha collaborato con Wikileaks e Bradley Manning è ha reso di pubblico dominio il progetto PRISM.

 

Cos’è il progetto PRISM, altrettanto semplice. E’ un enorme archivio di tutte le conversazioni elettroniche dell’ultimo decennio, tutte, di tutti i comuni cittadini,

dalle Mail a Facebook a Yahoo a Twitter a  Skype.

 

Questo tipo di rivelazione ha scatenato una reazione a catena che ha messo in luce altri progetti PRISM di altri stati e governi come Canada, Gran Bretagna e Australia.

 

Ovvia la conseguenza per chiunque abbia collaborato con il lavoro di Edward.

 

Ora, secondo me, ci sono due punti cruciali in questa storia.

 

Il primo, che reputo meno importante perché verrà sicuramente percorso da migliaia di persone è quello che deve vederci schierati in garanzia della libertà e del rispetto dei diritti umani per questa o queste persone che hanno probabilmente violato una o più leggi da singoli cittadini ma che con questa violazione hanno messo in luce una violazione ben più importante, quella di una o più leggi da parte di uno o più governi… e pensare che dovrebbero esser loro stessi i primi a rispettare le leggi che loro ci impongono.

 

Il secondo, invece, ben più nascosto e solitamente mai discusso dai organi di stampa e media lo reputo ben più fondamentale.

 

La Privacy e la sua tutela, le sue leggi, la sua pubblicizzazione sono la più grande arma di schiavitù, distrazione e potere che ogni governo può adottare nei confronti dei suoi cittadini.

 

Noi non dobbiamo difendere la nostra Privacy, dobbiamo difendere la nostra libertà.

 

Non dobbiamo ricorrere e richiedere tutele di Privacy per difendere, diffondere, esternare il nostro pensiero.
Dobbiamo lottare e richiedere la nostra LIBERTA’.

 

Non dovremmo avere bisogno di tutele e di privacy per i nostri pensieri e le nostre opinioni. Noi dobbiamo sentirci liberi di scambiarle, di esporle, di capire che potrebbero essere anche sbagliate, di garantire e accettare un confronto libero.

 

Non ci sarà mai cambiamento, crescita e sviluppo fintanto che noi PICCOLI CITTADINI non ci sentiremo liberi di esprimere un pensiero, liberi di esporre un opinione, liberi di avere un confronto civile con chi non la pensa come noi.

 

Se io mi sento libero di esprimere un pensiero, non devo mai sentirmi in torto o in pericolo nel poterlo fare, non devo avere mai la presunzione di ritenerlo corretto al 100% e non per questo però devo non ritenerlo valido, devo averlo generato dopo un ragionamento e una riflessione, con la consapevolezza che questo pensiero possa essere di dominio pubblico ma soprattutto che possa essere di servizio e stimolo alle persone e no di servizio di immagine e economia nella mia persona, che cosa dovrò mai temere?

 

Chi ha paura di esprimere il suo pensiero? Chi si ferma a pensare a quello che potrebbe succedergli dopo averlo espresso.

Chi non riesce ad esprimere il proprio pensiero? Ognuno di noi, cambiano le situazioni e le occasioni ma ognuno di noi è represso in qualche contesto e ha paura di esprimere la propria opinione perché ci sono secoli di storia e di dottrina che da sempre hanno costruito la società su questa paura.

 

 

La tutela della Privacy non garantisce che le persone non possano fare pensieri o azioni sbagliate o dannose, garantisce soltanto che (come abbiamo visto, in teoria, per altro volutamente diffusa e sponsorizzata dalle stesse persone che hanno studiato perfettamente in meccanismo dell’inganno della Privacy proprio per eleggersi a giudici supremi di questi pensieri) questi pensieri rimangano rinchiusi tra un piccolo gruppo di persone.

 

Ogni strategia o evento del male è sempre rinchiuso in un piccolo gruppo di persone che si accorda ad insaputa di altre. Questa segretezza non è forse alla base di ogni governo mondiale???  Cosa sappiamo noi dei progetti, degli accordi, dei movimenti civili, sociali, economici, militari dei nostri governi???? NULLA!!!!

 

La privacy non ci tutela, la privacy giustifica i comportamenti nascosti;

 

La privacy iustifica la ricerca della comunicazione segreta, giustifica i tentativi di oltrepassare questa barriera.

 

In una società dove potere e denaro siano bilanciati a meriti oggettivi non ci sarebbe bisogno di nascondere niente. Non sto dicendo che questo tipo di società potrebbe esistere da qualche parte ne in qualche tempo futuro, sto dicendo che io non ho bisogno di nascondere niente di quello che penso e che faccio, per tanto non ho bisogno di privacy… io sono tanto privato quanto pubblico, la mia privacy me la gestisco io regolando i miei pensieri e le mie parole, richiedo la privacy quando faccio o dico qualcosa che qualcun altro non deve sapere…. Ma ci siamo mai chiesti perché quel qualcun altro non deve saperla?? Non c’è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo? Non rispondete d’istinto ma pensateci.. 

 

La privacy esiste perché l’essere umano non è in grado di gestire la verità.

La privacy non è una soluzione, è una tutela ad un nostro limite che NOI non vogliamo superare.

 

Sapete qual è la soluzione storica adottata da governi e governanti, da potenti e padroni per reprimere o sopprimere ogni forma di pericolo, ribellione, fuga dall’oppressione? E’ la soluzione che ci ha portato alla situazione in cui siamo oggi, non c’è mai stata evoluzione.

La soluzione è l’eliminazione alla radice del problema. Beh, secondo me è profondamente sbagliata come soluzione. Faccio un esempio.

 

Poniamo il caso del bullismo, in una classe di bambini c’è un bambino che esercita “l’arte” del Bullismo facendo dispetti o azioni violente contro gli altri bambini.

Come la società si comporta per risolvere questo problema? Solitamente emargina il bambino bullo, lo allontana dal gruppo, eliminata la fonte viene eliminato il problema. Peccato che non sia così. Risultato ottenuto in tempi brevi con costi brevi.

C’è un però….

Poniamo il caso che arrivi un altro bambino bullo e che lo stesso compia le stesse azioni. I bambini che subirono gli atti di bullismo in passato si aspettano la stessa soluzione, che potrebbe anche avvenire. Ma ancora una volta il problema non sarebbe risolto, ma spostato nel tempo.


Se invece si studiasse il modo per preparare questi bambini a questo tipo di situazioni, si spiegasse loro modi ed azioni che assieme potrebbero compiere per difendersi da questo tipo di bambini, se si riuscisse a far capir loro che esistono modi per combattere questo tipo di atteggiamenti, se anche solo li si abituasse a cercare assieme una soluzione, fare diversi tentativi, uniti, tutti assieme, con la partecipazione di tutti anche di quelli non coinvolti direttamente, non si avrebbe comunque garanzia di successo, ma se per qualunque motivo in questo modo si riuscisse a risolvere il problema, questo tipo di risoluzione sarebbe molto probabilmente più proficua perché avremmo 2-5-10-30 persone preparate a “combattere” quel problema invece di avere una persona o un istituto a farsi carico del problema che per altro verrebbe trattato soltanto se presente al suo interno.

Soluzione a lungo termine e costosa in termini di risorse.

Non praticata, perché non praticabile non voglio nemmeno sentirlo.

 

 

 

Dovremmo lottare non per la nostra privacy ma per la nostra libertà..

 

 

Giu 13, 2013 - Riflessioni in Libertà    2 Comments

I piccoli gesti, nell’ombra

Piccoli gesti nell’ombra

Mi capita spesso, per ovvi motivi, di fermarmi a godere di quella sensazione
che personalmente provo quando faccio un gesto che io reputo d’affetto verso
un altra persona, senza che la stessa se ne accorga.

E’ una sensazione dolce, che mi rimette in pace con me stesso e con il mondo
che mi fa sentire e pensare che la vita ci regala ogni giorno attimi meravigliosi
che mi fa credere che la vita sia qualcosa di meraviglioso proprio perchè
se abbiamo il tempo, la voglia e l’accortezza di riuscire a godere di questi momenti
e pensiamo a quanti potremmo ancora viverne non possiamo che sentirci bene.

Quali sono questi momenti, quali sono i gesti nell’ombra di cui parlo??

beh, ognuno di noi avrà i suoi, in questo caso i miei sono quelli che spesso compio
di sera, quando dopo aver portato a letto i miei figli, e dopo aver atteso il tempo minimo
di silenzio che mi conferma che stanno dormendo passo in camera loro e gli rimbocco le coperte.

E’ un gesto di una banalità infita, potrebbe essere anche un gesto che loro non richiederebbero se
coscenti, è un gesto che è fatto pensando al loro bene, è un gesto che racchiude tenerezza e dolcezza
perchè lento e silenzioso, è un gesto che adoro fare.

Pensare a loro, al loro corpo abbandonato e pensare a questa mano che rimboccando le coperte compie
una sorta di carezza e di protezione per la notte è qualcosa che mi permette di andare a dormire sereno
perchè me li fa immaginare al sicuro.

Faccio la stessa cosa e provo le stesse sensazioni con mia moglie, per gli stessi motivi.

Il fatto che l’altra persona non si renda conto e quindi non possa aver memoria di questo gesto gli conferisce
quel velo di magia che lo rende speciale ed impagabile.

Un gesto d’affetto non andrebbe mai fatto con il pensiero di quello che avverrà dopo, il vero gesto d’affetto
è gratuito e silenzioso, e sono queste due caratteristiche a renderlo speciale, perchè puro.

La soddisfazione di chi lo compie è restituita nel momento stesso in cui lo si esegue, ed è così grande da non
richiedere altro ritorno.

Giu 7, 2013 - Storie da Raccontare    4 Comments

il vecchio saggio…

e fu così che si insinuò questa conversazione nella mia mente
tra un giovane dipendente e un anziano signore:

“no, ragazzo mio, non è così… sai perchè l’italia si trova in questa
situazione, sai perchè le aziende si trovano in questa situazione, e ti
parlo anche, purtroppo, di aziende mondiali…

perchè una volta chi faceva l’imprenditore lo faceva perchè voleva fare
del suo prodotto il migliore in assoluto, aveva competenza, amore e sopratutto
un obiettivo concreto e reale.

Oggi uno sceglie di fare l’imprenditore perchè suo padre era un imprenditore
oppure perchè capisce il mercato e va a produrre il prodotto che vende di più.

Non esiste ricerca ne amore per il prodotto esiste soltanto amore per i dati di
commercio… sono i commercianti, i venditori di tappeti, di cammelli,
di bestiame, sono quelli che si trovavano nei mercati rionali gli imprenditori
di oggi”

…..
….

..
.

Giu 6, 2013 - musica    No Comments

Testo Canzone – AAA Cercasi –

come sempre grandissima Carmen Consoli, grandissima Donna

 

“Cercasi avvenente
signorina ben fornita intraprendente.
Giovane brillante
ma più di ogni altra cosa dolce e consenziente

donna ipenitente e ladra AAA CERCASI
donna santa e incesurata AAA CERCASI
deceduta il giorno prima basta che sia bona”

 

 

Carmen Consoli   – AAA Cercasi –

Ah ah…

Cercasi avvenente
signorina ben fornita intraprendente.
Giovane brillante
ma più di ogni altra cosa dolce e consenziente

Cercasi apprendista
virtuoso onesto imprenditore garantista
offre a donzelle in carriera
un’oppurtinità di ascesa inaudita

donna giovane illibata AAA CERCASI
donna usata già rodata AAA CERCASI
donna sicula o padana, oriunda clandestina
aaah vediamo come balli a suon di samba o cha cha
a colpo d’occhio sei portata e molto telegenica
ma forse ti interessa più la musica

Cercasi badante
un ottantenne miliardario affascinante
offre a cagne di strada
un’ opportunità di vita più agiata

donna ipenitente e ladra AAA CERCASI
donna santa e incesurata AAA CERCASI
deceduta il giorno prima basta che sia bona

aaah come baceresti se dovessi fare cinema
scena prima ciak motore azione poi si gira
o forse ti interessa la politica
aaah ministro degli affari a luci rosse o di cosmetica
al giorno d’oggi tra i due sessi non vi è differenza
il bel paese premia chi più merita

come cantaresti anima mia o finchè la barca va
al primo ascolto sembri assai portata per la lirica
o forse ti interessa l’astrofisica…

Ci riprovo, per l’ennesima volta…avvocati e segreto professionale

Vorrei rirpoporre oggi un quesito che ho proposto più volte e in più sedi
al quale nessuno mi ha mai dato una risposta convincente…

ad oggi, con il blog, ho conosciuto e sto conoscendo persone nuove, i miei
amici blogger ai quali vorrei porre questa domanda curioso di sentire la loro
opinione.

Arrivo al dunque….

Mi chiedo da tantissimo tempo come faccia un avvocato ad accettare il concetto di
segreto professionale oppure come faccia a difendere una persona nel momento in cui
si rende conto per confessione diretta oppure durante le indagini che questa
persona è colpevole???

poniamo il caso peggiore giusto per render l’idea… omicidio volontario….

come fa un avvocato ad accettare un incarico in difesa di un omicida???

come fa a mantenere il segreto professionale???

sputa sopra alla sua etica e morale?? si tutela con il discorso della professionalità??
del giuramento???

se possiamo in questo modo provare a giustificare il “povero” avvocato cosa pensiamo in merito
alla società civile???

come fa la società civile a giustificare o forse meglio scrivere obbligare una persona
a dichiarare il falso, a giustificare e difendere una persona che ha commesso un errore imperdonabile?

Se la struttura che dovrebbe garantire legge e giustizia si basa sulla tolleranza della menzogna
prorprio nei casi più importanti può avere basi su cui costruire una società migliore??
può richiedere il rispetto di leggi e norme quando le stesse sembrano non rispettare un etica morale?

poi la prossima volta parliamo di medici…

Mag 30, 2013 - Studiando da Genitore    2 Comments

COME INSEGNARE A DORMIRE A UN ADULTO

Sì sì lo so, visto le centinaia di ore di sonno perse prima con Nicholas e ora con Simone probabilmente non dovrei riderci tanto su, ma la trovo…… IRRESISTIBILE!!!! e la posto:


COME INSEGNARE A DORMIRE A UN ADULTO (dal punto di vista di un neonato):


“Ok, questa è la mia situazione. Sono nato da 7 mesi. I primi mesi erano grandiosi – piangevo, la Mamma mi prendeva in braccio e mi allattava a qualunque ora del giorno e della notte. Poi qualcosa è cambiato.
Nelle ultime settimane la Mamma sta cercando di DTLN (Dormire Tutta La Notte). 
All’inizio pensavo che fosse una fase, ma niente da fare, sta andando sempre peggio. Ho parlato con altri bimbi e sembra che sia un atteggiamento abbastanza comune tra le Mamme dopo 6 mesi dalla nostra nascita.

Il fatto è questo: le Mamme non hanno veramente bisogno di dormire. E’ solo un’abitudine. Molte di loro hanno dormito per almeno 30 anni, non ne hanno più bisogno. Così ho elaborato un piano e l’ho chiamato il metodo del Pianto.

Funziona così:
Prima notte: piangere ogni 3 ore fino a che non vi avrà allattato. Lo so. E’ difficile. E’ difficile vedere le vostre Mamme sconvolte dal vostro pianto. Ricordatevi però che lo fate per il suo bene.

Seconda notte: piangere ogni 2 ore fino a che non vi avrà allattato.

Terza notte: piangere ogni ora

La maggior parte delle Mamme iniziano a rispondere a questo metodo più velocemente dopo la terza notte. Alcune Mamme sono più toste, e potrebbero resistere di più al cambiamento. Queste Mamme staranno sulla soglia della vostra camera per ore, facendo shh-shh-shh. Non dategliela vinta. Non mi stancherò mai di ripetere questo fondamentale concetto: la COERENZA è la chiave di tutto! Se lascerete che la vostra Mamma DTLN (Dorma Tutta La Notte), anche solo una volta, si aspetterà di poterlo fare tutte le notti. 

LO SO, E’ DAVVERO DIFFICILE! Ma lei sul serio non ha bisogno di dormire, sta solo facendo resistenza al cambiamento. 
Se avete una Mamma davvero davvero tosta, potete smettere di piangere per circa 10 minuti, quel tanto che basta perchè lei torni a letto e si addormenti. 
Poi piangete ancora. 
Questo FUNZIONERA’ sicuramente. La mia Mamma una volta stette sveglia per 10 ore filate, quindi sappiate che ce la possono fare.
Ieri notte, per esempio, ho pianto ogni ora. Dovete solo decidervi ed essere fedeli al vostro programma. SIATE COERENTI! 
Mi è capitato di piangere per qualsiasi ragione. 
Il mio sacco nanna mi solleticava i piedi. Ho sentito una piega sotto il lenzuolo. Ho visto un’ombra sul muro. Ho fatto un ruttino, e sapeva di pera. E non ho mangiato la pera da oggi a pranzo, come la mettiamo? Il gatto ha fatto “miao”. Dovrei saperlo, la Mamma me lo ripete 20 volte al giorno che fa “miao”. Una volta ho pianto perchè mi piaceva l’effetto del suono della mia voce che faceva l’eco sul baby monitor nell’altra stanza. Troppo caldo, troppo freddo, non importa! Continuate a piangere!!
Magari ci vorrà un pò di tempo, ma funziona. La Mamma alla fine mi ha allattato alle 4 del mattino. Domani notte io mio goal sono le 3 e mezza. Bisogna pian piano diminuire gli intervalli tra le poppate in modo da resettare l’orolgio interno della vostra Mamma.
Qualche volta la mia Mamma chiama i rinforzi e manda il Papà. Non vi preoccupate, i Papà non sono fatti per non dormire come lo sono le Mamme. Potranno al massimo darvi qualche pacca rassicurante e qualche shh-shh-shh prima di dichiararsi sconfitti e rimandare la Mamma.
Inoltre, state attenti alle musichette rilassanti con il rumore della pioggia. 
Mi piace dare alla Mamma false speranze ascoltando il rumore della pioggia mentre mi mette a letto e facendo finta di chiudere gli occhi ed addormentarmi; aspetto finchè la Mamma non torna a dormire e poi le dò il colpo di grazie con un pianto a sorpresa. 
Se non mi prende tra le braccia abbastanza velocemente continuo con tutto il repertorio: tosse finta, suoni gutturali e altre cose così che la fanno correre alla culla. 
Sono sicuro che a un certo punto inizierà a realizzare che davvero non ha davvero bisogno di dormire.

P.S. Non fatevi prendere in giro con quei cosi di gomma, non importa quanto li succhiate, non verrà mai fuori il latte. Fidatevi.”

Mag 29, 2013 - Studiando da Genitore    9 Comments

..Son Bambini…

Son bambini…

sala d’attesa dal medico.
Quattro persone, due ragazzi giovani (mi includo nell’insieme)
una persona di mezza età e un anziano..
entrano una madre con due bambini.
La saletta è discretamente grande con le sedie singole un tavolo
con un paio di libri, matite colorate e fogli bianchi.
I decibel sonori aumentano vertiginosamente.
I bambini iniziano a rincorrersi, spostare le sedie, arrampicarsi
cadere, far cadere le sedie… la madre, sguardo fisso sul cellulare.
così per circa 20 minuti.
La persona anziana inizia a spazientisi o meglio, inizia a dare cenni
di calo della tolleranza, probabilmente tutti i presenti avevano già
perso la pazienza e stavano lottando con loro stessi.
La madre parla, sempre con lo sguardo sul cellulare “bambini, fate piano!”
qualche secondo e la giosta ricomincia a girare..
considerate le righe sopra come il ritornello di una canzone e quelle sotto
come il proseguimento del testo:

rit.
rit.
rit.

l’anziano si gira verso la madre e le chiede “ma le sembra il modo?”

la madre risponde “gli ho detto di far silenzio, ma sono bambini”

“e il fatto che siano bambini giustifica i genitori dall’insegnar loro
l’educazione secondo lei???”

e fu con questa frase che agli occhi della madre uno dei presenti
passò per arrogante…

Pagine:«1234567...86»