Ago 6, 2013 - sfoghi    6 Comments

AntiBeneficenza: Leva sulle coscienze

Era dai tempi della maratona ai benefattori per Haiti (di cui parlai qui http://solounopinione.myblog.it/archive/2010/04/26/the-truman-stato.html) che non mi ribolliva il sangue in questo modo, sia chiaro, io credo nella beneficenza e nell’aiuto verso i bisognosi, ci credo fortemente…

ma non sopporto quando qualcuno ti spinge a farlo, quel genere di gesti deve venire da dentro, non deve essere frutto di una leva sulla coscienza della gente, per di più di quella gente che non ha molto da offrire e invece continuano da tutte le parti, in ogni modo a chiedere aiuto e denaro alla gente comune.

E’ una gara di immagine a chi si sente più paladino dei più deboli, testimonial di ogni tipo per chiedere soldi e aiuti alla gente comune.

Iniziano a starmi sulle palle tutti, anche quelle associazioni che di bene ne fanno realmente molto.

Non abassatevi a questo giochino, anche se vi torna utile, dite basta, dite NO grazie…

Non accettate i compromessi e sopratutto non sarà l’ora di finirla di chiedere soldi alla gente?? non sarà ora di finirla di fare leva sulla coscienza delle persone??

Ci sono luoghi e personaggi a cui non chiedete mai nulla, andate da loro a chiedere, che noi, statevene certi, il nostro lo facciamo già senza che ci consigliate voi come e dove farlo.

Lo sfogo è stato originato da questo filmato, ma è riferito a qualsiasi cosa di simile…

 

 

Fate vedere questi filmati prima delle partite di calcio, ma ai calciatori, procuratori e presidenti.. portateli nei campi di basket negli USA, nei campi da Golf, in formula 1, ma sopratutto mostriamoli ai Politici in Parlamento, in televisione e ancora diffondiamoli nelle grandi multinazionali o aziende che popolano il nostro paese, sono sicuro che prima dell’aiuto della gente comune (che molto probabilmente fa già il suo) sarebbe ora che aiutasse chi potrebbe veramente cambiar le cose

 

 

Ma avete sentito la cadenza? il tono di voce?? chi sei doppiatore?? lo so che fai il tuo lavoro ma una mano sulla tua di coscienza te la metti??

 

ti sei mai chiesto se le cose che dici nel modo in cui le dici, le parole che usi siano realmente un gesto in direzione del prossimo o piuttosto un gesto per indurre il prossimo, per farlo sentire colpevole e quindi ottenere qualcosa in cambio?? certo, il tuo è un lavoro e tu sei un professionista.. grazie a queste due motivazioni e ad un mondo che ci ricatta ogni giorno così, grazie a gente senza onore e senza palle (mi ci includo tranquillamente) siamo nello stato in cui siamo…

troveremo la forza di dire no?? …prima o poi….

Lug 30, 2013 - Riflessioni in Libertà    2 Comments

A nanna sereno e orgoglioso

Questa sera mi preparo ad andare a dormire sereno ed orgoglioso, sereno perchè mi sento bene fisicamente, dopo praticamente due anni di stop assoluto (per uno che era abituato ad allenarsi almeno 4 volte a settimana nonostante avesse smesso da un pò di fare sport a livello agonistico è un eternità) sono riuscito ad andare a correre… e come al solito la corsa mi fa sentire bene, mi rilassa, mi risveglia, mi sfoga, mi rimette in pace con me stesso, sto bene, mi sento sereno….

 

orgoglioso perchè quando sono tornato dalla mia corsetta, dopo aver cenato Nicholas si è seduto sulle mie gambe e ha letto da solo ben 12 parole in un giornale… con qualche aiutino di pronuncia qua e là… però ha letto da solo, e ora io me ne vado a letto sentendomi il padre più orgoglioso del mondo…

 

e che il ricordo di questa sensazione in questa notte che “c’ha da venì” sia lunghissimo in modo da assoporarlo tutto per bene…


notte a chi mi legge…

Lug 30, 2013 - Storie da Raccontare    2 Comments

Barriera Corallina e Follia…

da un pò di tempo mi faccio una domanda:

 

ma la gente che sforna idee come quella che citerò qui sotto, lo fa dopo un ragionamento che prevede

la durata della sua vita, il denaro che può portare nelle sue casse e omette tutte le conseguenze sul prossimo e sul pianeta oppure a queste cose non ci pensa minimamente??? (chiaramente non parlo del pensiero economico)…

 

Cito avaaz a questa pagina:

https://secure.avaaz.org/it/australian_coal_disaster_global/?bLNTncb&v=27532

Anche volendo sarebbe difficile immaginare una cosa più assurda di questa. L’industria mineraria australiana, leggendaria per la sua incoscienza, ha avuto una nuova idea: infischiarsene del catastrofico cambio climatico in corso nel Pianeta, costruire la più grande miniera di carbone del mondo, e poi collegarla tramite una rotta di navigazione che passerà attraverso il tesoro più prezioso della nostra Terra: la Grande Barriera Corallina. 

Un’idea tremenda che avrebbe conseguenze devastanti, e il gruppo di investimento Aurizon che porta avanti il progetto lo sa bene. Sono indecisi e possiamo riuscire a fargli cambiare idea, affossando il progetto. Uno di loro ha persino fatto delle donazioni contro il cambio climatico! 

Raccogliamo insieme un milione di firme e dimostriamo il nostro sconcerto di fronte a questo assurdo progetto, spingiamo Aurizon a ritirare il finanziamento e magari convinceremo anche il primo ministro australiano Kevin Rudd a entrare in gioco. Per questo esiste Avaaz, facciamo prevalere il buon senso!”

Lug 25, 2013 - Senza categoria    11 Comments

Canzone: Alfonso

Mi fa sorridere questa canzone perchè penso che molti di quelli che la canteranno e balleranno quest’estate la ricorderanno soltanto per la volgarità del ritornello, e la bellezza sarà tutta li, di questi pochi, pochissimi si accorgeranno che infondo è dedicata proprio a loro…..

 

Levante – Alfonso –

Mai, mai, mai mi perdonerei
Mai… ho tagliato i capelli da sola
Mai…mi sento una persona nuova
Ho messo le scarpe da sera
E sembrerò seria e sembrerò in vena
Shalalà che gioia mia dà
Stare in mezzo alla ressa
Si parla di festa
Tu ru ru, berrei volentieri un caffè
Mi pestano i piedi da un’ora
Ho le scarpe da sera ma non sono in vena
Corre l’anno 2013, in mano alcolici… e niente più
Che vita di merda
Ma che cosa c’entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Stronzo, tanti auguri ma non ti conosco
A, E, I ,O ,U Y … se ora parte il trenino mi butto al binario
Guarda là, c’è uno in mutande e papillon
Dov’è il proprietario di casa
L’imbarazzo è palese ma sono cortese
Corre l’anno 2013, in mano alcolici… e niente più
Che vita di merda
Ma che cosa c’entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco
Tanti auguri ma non ti conosco…
Che vita di merda
Ma che cosa c’entra il bon ton?
Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso
Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco

 
 
Lug 16, 2013 - Riflessioni in Libertà    5 Comments

ELOGIO ALLA DIVERSITA’ – L’ESERCITO DEI FOTOCOPIATI –

ELOGIO ALLA DIVERSITA’ L’ESERCITO DEI FOTOCOPIATI

Forse la mia è solo un illusione, forse una speranza, forse una convinzione.

Mi sento diverso dalla massa.

Diverso da chi mi circonda.

Siano uomini, donne, ragazzi o anziani (forse tra tutti, quelli con cui mi sento più simile, se non altro per ottica di vita).

 

Non credo di essere una persona noiosa, generalmente con le persone che incontro o conosco parlo di tutto qualsiasi cosa, credo di essere discretamente autoironico, non mi offendo se qualcuno mi prende in giro e nemmeno se a prendermi in giro ci penso da me.

Non prendermi troppo sul serio mi aiuta a prendermi sul serio nei moenti che contano.

So si sbagliare ma questo non rappresenta un problema o ostacolo insormontabile per il mio ego quanto piuttosto la linfa vitale per analizzarmi, consoscermi e si spera migliorarmi.

Sono una persona sempre felice e sorridente, che adora l’ironia, quella condita con una buona dose di astuzia ed intelletto; non sopporto chi fa ironia volgare poggiando tutta la sua ironia sulla sola volgarità.

Non mi fa ridere. Mai.

Sostanzialmente mi ritengo una persona super normale, che non ama stare al centro dell’attenzione, anzi che adora passare innoservato (in modo da poter osservare senza dare nell’occhio, per portarsi avanti in caso di uno scambio di pensieri e parole, conoscendo già qualcosa delle persone che ho davanti).

E questo elogio alla diversità??? dove stà??

Osservo le persone che mi circondano, quando cammino per la strada, quando capita di incrociare o conoscere qualcuno quando sono al lavoro, lavorando in un azienda di quasi 400 dipendenti, di gente ne incontri, anche se magari non vorresti…

Osservo le persone e noto che se le vivo 1 a 1, cioè se scambio con loro quattro chiacchiere senza che ci siano altri intermediari, ognuna di loro mi sembra interessante, ognugna di loro ha una parte della sua storia da raccontare, con ognuna di loro dopo qualche minuto di conversazione ci imbattiamo in discorsi imprevisti, che esulano dalle quattro chiacchiere comuni che solitamente si fanno.

Sogni o desideri strani, passioni e hobbie fuori dal comune, racconti di tempo libero trascorso in modi alternativi insomma se non capita sempre, sicuramente molto spesso, mi imbatto in argomentazioni mai affrontate prima o almeno mai in modo così diretto.

Questa cosa non succede MAI se nella discussione siamo in più di due persone. Una conversazione di gruppo, basta anche uno solo terzo “incomodo”, porta le argomentazioni allo standard, annulla tutte le possibilità di fuga dagli schemi, annienta ogni tipo di interesse e spunto per una riflessione, trasforma in elettrocefalogramma piatto ogni impulso del cervello.

Sembra, come se, le persone si trasformino per forza suprema in altre persone con altre personalità. Sul lavoro specialmente, mi capita di imbattermi in flotte di giovani staggisti che sembrano davvero fotocopiati.

Non parlo di abbigliamento, look o cose simili… in questo a gruppi di 4 o 5 magari si distinguono pure.. parlo di approccio alla vita, alle persone, al lavoro, alle situazioni.

Sono tutti identici.. da sembrare un esercito… fanno perfino gli stessi errori in situazioni magari leggermente diverse, sembra che, vivano in simbiosi… fanno impressione.

Forse è una fissa, ma quando ti capita di sentirli parlare o che per qualsiasi assurdo motivo arrivino a farti vedere delle loro foto, anche queste sono tutte uguali… stesso sguardo, stesse pose, stessi segni con le mani, stessi bicchieri in mano, stessi occhiali, stessa posizione della sigaretta.. sono 10, sono 20, sono 30… sono tutti artisti con photoshop mi auguro…

Eppure presi singolarmente arrivano a sembrare anche interessanti.

Poi magari ti capita di imbatterti in persone solitarie, che parlano poco, che stringono pochi legami che apparentemente ti sembrano o sembrano insignificanti o trascurabili perchè più di un “ciao” non ti dicono perchè non fanno mai festa, perchè si isolano.. ti imbatti in qualche modo in loro, magari anche insistendo un pò, perchè spesso hai l’impressione di dargli quasi fastidio… e scopri un mondo..

un mondo nuovo, un mondo diverso…

scopri una vita di cui non conoscevi l’esistenza…

vieni rapito dal loro essere, dal loro modo di esistere… da quante cose racchiudono in se.

Da quante cose conscono, chi sa tutto di piante, alberi e fiori e magari passa il suo tempo libero andando a passeggio per le montagne della nostra zona e capisci che quando una di queste persone va a passeggio non lo fa con l’idea di passare qualche minuto o ora per poi raccontare ciò che ha fatto come fosse un impresa (ho bevuto 20 moiti, 4 avana cola di qua tre amari di la, poi sono andato a fare il bagno a Sistiana e ho fatto lo scemo con la bagnina…

di tutto ciò il livello di interesse rasenta lo zero assoluto)

ma lo fa per ascoltare i suoni o rumori, per vedere colori e orizzonti, per sentirsi parte di un pianeta che vive nell’ombra dei ogni giorno vissuto come la persona dei moiti, lo fa perchè sentirsi appartenere ad un sistema senza per forza violarlo o viverlo forzandolo, ma semplicemente sentirsi al centro di un mondo fantastico che nell’ombra vive e regala sensazioni, in ogni istante, che nemmeno immaginiamo.

Chi si isola e ascolta musica di ogni tipo carpendone tecniche ed emozioni, grazie alla musica è in grado di fare viaggi senza confini alimentando una fervida immaginazione che gli permette di assentarsi ed estraniarsi dal mondo quasi a fermare il tempo, a fermar la vita, che inesorabilmente fuori scorre ma che allo stesso tempo dentro di se non appare rinchiusa ne scandita da ore, giorni della settimana o scadenze prefissate.

C’è chi costruisce, qualsiasi cosa con ogni tipo di oggetto, chi lo fa bene, chi lo fa male…

c’è chi legge, chi sembra non far nulla.. c’è chi disegna e dipinge, chi fa l’uncinetto,

chi alimenta strane teorie e concetti.

 

Poi c’è chi conduce una vita normalissima, entro standard ed abitudini comuni e che qualche ora al giorno la dedica ad una passione, qualsiasi essa sia che non dipende in alcun modo dalle vite del prossimo.

C’è chi dedica parte del suo tempo libero al prossimo, o al pensiero che gli consente di pensare alle vite degli altri cercando un modo per renderle un pochino più serene, nei limiti delle sue possibilità e nei limiti delle possibilità dell’essere umano.

 

E poi c’è chi trascorre il suo tempo in modi che non ho ancora avuto modo di esplorare e conoscere.

Ogni attimo in cui mi imbatto in queste diversità mi sento vivo e sento che la vita è qualcosa di meraviglioso che fino all’ultimo istante ci da modo di soprederci e di consocere cose di cui fino a qualche secondo prima ignoravamo l’esitenza…

è quel senso di sopresa, di scoperta ci fa sentire per qualche istante immortali, perchè riusciamo a capire che di attimi come quello potremmo viverne talmente tanti da non riuscire a stabilire un numero che possa contenerli.

“son rumeni, fanno sempre così”…

arrivando subito al dunque:

stavamo andando dal medico, io con la mia mezza polmonite e mia moglie con la sua enorme congiuntivite con aggiunta gratuita di
placche in gola.

Arriviamo nella zona del nuovo ufficio del nostro medico di famiglia e poco prima di svoltare verso l’ingresso dello
studio vediamo un paio di persone sedute sul davanzale di un ufficio ancora da assegnare.
Facciamo qualche metro e ci sediamo a nostra volta sul davanzale (meno spazioso del predecente) del nostro medico.

Qualche minuto di attesa e con il consueto anticipo il dottore apre lo studio e ci dice “prego, venite”.

Io gli rispondo “aspetti dottore, per la verità c’erano delle persone qualche metro più in la che penso stessero
aspettando lei, vado a vedere”

mi reco dalle persone, chiedo se fossero li in attesa del dottore e me lo confermano, allora le avviso che lo studio
è aperto e le faccio passare prima di noi, come per altro giusto che sia.

Passano alcuni minuti arrivano un giovane ragazzo e una ragazza, la ragazza si accomoda sulla sedia
il ragazzo rimane in piedi, cammina e guarda la porta, impaziente.

Ad un certo punto esce il paziente, e il ragazzo si fionda dentro.

Io e mia moglie ci guardiamo, rimaniamo senza parole….

mi alzo per vedere se fosse entrato veramente… ed era così.

Busso, entro e chiedo

“scusami, ma c’è una fila”

“ho chiesto” mi risponde

“no, non hai chiesto niente a nessuno”

“mi hanno appena tolto un unghia”, guardo il piede ed effettivamente è bendato con il classico sacchetto di nylon.”

“non è questo il punto caro amico, tu entravi da quella porta, vedevi che c’era gente in coda e chiedevi se
ti potevamo far passare per i tuoi motivi, non hai chiesto niente a nessuno e sei entrato fregandotene delel persone
in coda.”

a quel punto il medico mi fa cenno di lasciar perdere che avrebbe fatto velocemente

ovviamente sono uscito perchè non è ne mia responsabilità ne tanto meno mio diritto fare nulla di più.

Dopo pochi minuti il ragazzo è uscito e siamo entrati noi, il medico si è giustificato dicendomi che “sono rumeni,
fanno sempre così”…

e qui arriva il punto.

Non me ne frega niente se sono rumeni, friulani, bosniaci, africani, americani o di qualsiasi altro posto nel mondo.

Se fanno così è perchè gli si permette di fare così.

A mio avviso l’errore più grande è stato commesso dal medico che, per come la vedo io, avrebbe dovuto una volta capita
la situazione far accomodare fuori il ragazzo e farlo aspettare non solo il suo turno, io avrei fatto aspettare
un “turno in più” passatemi il temine, a motivo di “lezione”.

Nel mio studio medico, dove le cose le gestisco io deve esserci rispetto, se dovesse ricaitare un altra volta, entri
chiedi il permesso alle persone che sono in attesa, se te lo concedono bene, altrimenti aspetti buono buono il tuo turno.

Io penso che questi siano i comportamenti da adottare se vogliamo cambiare le cose nel nostro paese. Se ci calpestano i diritti
dobbiamo ribellarci. Ma devono farlo tutti, specialmente chi ha la responsabilità di gestire parti comuni, ma non solo loro.

Pensate che c’è chi, su questa storia, mi ha “redarguito” dicendomi che ho sbagliato io ad andare a chiamare
le altre persone che erano in fila, che avrei dovuto entrare e fregarmene perchè il mondo è dei furbi…

Lug 5, 2013 - Storie da Raccontare    6 Comments

Un grandissimo esempio…. (per la vita)

 

Non posso fare a meno di postare questi video che al di là della parte “comica e sarcastica” che magari qualche persona coglierà vedendo una graziella che supera delle moderne bici da corsa contengono un messaggio molto più profondo e fondamentale.

Andrebbero proiettati nelle scuole come forma di istruzione.

Le capacità e possibilità, la forza che ogni uomo ha dentro di sé e inesplorata.

Dovrebbero insegnarci a scoprire e coltivare i nostri talenti, dovrebbero instradarci a fare le cose per cui ognuno di noi nasce più predisposto, non prepararci a fare quello che gli altri ci richiederanno per soddisfare i nostri bisogni, dovrebbero e dovremmo noi stessi cambiare approccio alla vita,

ascoltare il nostro corpo e la nostra mente, capire cosa ci far star bene e riuscire a dedicare del tempo a questo… così potremmo avvicinarci ad ottenere risultati come questi:

 

 

Grandi video e grandissimo insegnamento per la vita

Lug 1, 2013 - cinema e tv    2 Comments

Film: Molto forte, incredibilmente vicino

Sono sempre stato attratto dalle vite “diverse”.

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Dalle storie di vita di quelle persone che vivono, per qualsiasi motivo,
un tipo di vita non standardizzato.

Nel mio immaginario hanno qualcosa in più degli altri, la loro conoscenza, il loro
incontro ti arrichisce sempre, nel bene e nel male.

“io sono un diverso” come si definisce il protagonista del film è spesso la chiave
che ti permette di scoprire lati del tuo profondo che magari senza gli stimoli ricevuti
non avresti esplorato.

“non smettere mai di cercare” è quella sorta di forza che senti dentro che ti permette
di vivere giorni diversi da quelli appena vissuti, che ti permette di imbatterti
in situazioni e persone che a loro modo, la vita, te la cambiano.

Essere pronti e predisposti alla ricerca, all’ascolto, all’inseguimento di tracce, spunti,
pensieri significa sentirsi partecipi di una vita che non riguarda soltanto le persone e che
non è influita soltanto da esse.

Domanda e risposta. Infondo tutte le nostre esistenze si riducono a questo, la cosa che cambia
non è tanto il numero quanto la qualità.

Queste le principali riflessioni che sono scaturite dalla visione di questo bellissimo film.

Non ho letto il libro quindi non ho termini di paragone, come sempre racconterò soltanto
pensieri ed emozioni che il film mi ha donato.

Il protagonista un ragazzo in via di sviluppo nel percorso che lo porterà un domani ad essere
un uomo, pieno di incertezze e paure ma altrettanto fornito di un enorme forza di volontà e
determinazione.

Un padre a cui probabilmente la vita dal punto di vista professionale ha dato meno di quanto
avrebbe meritato, ma che ha donato al figlio il piacere che la vita stessa può riservare, attraverso
quella caratteristica che spesso è motore delle vite più straordinarie: la curiosità.

Il destino che li ha separati prima che a separarli probabilmente sia la vita stessa.

Una madre di cui parleremo dopo.

Una nonna moderna e tecnologica che in piccola parte copre il vuoto lasciato dal padre ma mantiene
nascosta una verità fondamentale.

L’inquilino misterioso che non parla da molti anni ma che comunica scrivendo i suoi pensieri, che in
tutta onestà è l’unica figura del film che mi lascia un pò perplesso, avrebbe potuto essere ciò che non
è stato, rimane però molto interessante la figura della persona che comunica senza usare la parola.

Poi ci sono altre piccole comparse, tutte originali, tutte con una vita in qualche modo diversa dallo standard,
tutte con i loro problemi e le loro curiosità che non vi svelo perchè colorano un pò il film.

Il film che apparentemente verte sul rapporto padre-figlio a mio avviso è surclassato dal rapporto madre-figlio,
vi spiego i miei perchè:

La vera sorpresa del film oltre alla comunicazione del protagonista per me è stata la figura della madre.

Quando una donna ti sorprende lo fà totalmente… e molto spesso una donna che è anche madre vanta delle doti
che non si possono immaginare.

La figura che avevo nella mia testa per buona parte della visione del film era di una donna, ancora innamorata
del suo uomo e indubbiamente molto legata a lui, che dopo la sua scomparsa aveva perso in un attimo oltre che
se stessa anche il figlio, passiva, debole, rinunciataria, sconfitta dal dolore e avversa alla vita.

Mai come in quel momento un figlio dovrebbe identificare nel genitore rimasto il punto di appoggio, la spalla su
cui aggrapparsi ma sopratuto la famiglia su cui costruire la sua indentità; invece il rapporto si incrina, non
c’è comunicazione, sembra mancare pure il rispetto, un bambino o ragazzo che sia ha bisogno di un immagine di reazione
che apparentemente non trova nella madre, ne consegue che per un certo periodo, credo, Oskar (il ragazzo protagonista)
si senta quasi orfano e perda tutta la considerazione sulla madre.

Proprio nel momento in cui i piedi poggiano sul fondo, la sorpresa, forse scontata forse no, per me pur sempre sorpresa
che ci rivela che la madre in realtà in tutto quel tempo in cui si annida la vicenda è stata molto più presente
di quanto Oskar stesso potesse immaginare. La madre non solo aveva capito ciò che Oskar le teneva nascosto, ma lo aveva
anticipato in ogni suo spostamento, in ogni sua mossa.

Mi sono chiesto solo per un istante se ci fosse qualche possibilità di confronto con una vita reale, ho smesso di chiedermelo
perchè infondo non ha nessuna importanza, mi sono messo a pensare che cosa avrebbe realmente permesso alla madre
di fare ciò che ha fatto??

Soltanto una famiglia costruita su basi di sentimento reale, di conoscenza, di dialogo, di confronto e di rispetto
soltanto una famiglia basata su un legame d’amore potrebbe un giorno riuscire a vivere e raccontare una storia come questa.

Una famiglia dove apparentemente Padre e Figlio la fanno da padroni con i loro giochi e passatempi di logica e scienza,
una famiglia dove la madre è un pò il raccordo tra i due e si defila apparentemente nell’ombra senza interagire
oppure ostacolare i loro momenti da individui sviluppati ma che sempre nell’ombra è molto più presente di quanto
loro stessi si possano render conto e nel momento del bisogno è in grado di rivestire il compito di madre e padre
con stile, silenzio e un enorme intelligenza sociale.

Ho sempre penstato che le più grandi gesta che un essere umano possa compiere sono quelle compiute in silenzio.

Giu 21, 2013 - musica    1 Comment

Ferieeee

Solo un’Opinione se ne va in ferie per una settimana, intanto per chi rimane, lascio questo come omaggio

 

 

Tracy Chapman – Tutto Ciò Che Hai é La Tua Anima –

 

Oh mamma me l’aveva detto
perché lei dice di aver imparato duramente
dice che lei vuole risparmiare i bambini
le dice non dare ne vendere la tua anima
perché tutto cio che hai é la tua anima

Non essere tentato dalla mela lucente
non magiare un frutto amaro
si affamato solo di gustosa giustizia
si affamato solo di parole di verità
perché tutto ciò che hai é la tua anima

una volta ero una ragazza giovane e carina
avevo sogni avevo grandi speranze
ho sposato un uomo che mi ha rubato il cuore
lui ha dato il suo amore ma ad un prezzo elevato
tutto ciò che hai é la tua anima

perché ero una cosi giovane e pazza
pensavo che avrei cambiato la storia
dando ai bambini il mio meglio
pensavo avrei fatto qualcosa che fosse stata mia per sempre
scoprendo duramente che nessuno puo possedere un’altro
tutto cio che hai é la tua anima

pensavo di poter trovare un modo
di battere il sistema
di fare un affare e non avere debiti da pagare
volevo averlo tutti ce l’hanno volevo correre via
per me stessa, prima classe e prima tariffa
ma tutto cio che hai é la tua anima

sono qui aspettando un giorno migliore
una seconda chance
un po di fortuna nella mia strada
una speranza di un sogno, una speranza di poter dormire ancora
e svegliarmi nel mondo con una chiara coscienza e mani pulite
perché tutto ciò che hai é la tua anima

tutto cio che hai
tutto cio che hai
tutto cio che hai é la tua anima

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