Ott 21, 2013 - Storie da Raccontare    13 Comments

Buongiorno Mondo… sono qui!!!

E poi mi dicono che sono matto…

Poniamo il caso che nell’azienda dove lavorate arrivi un nuovo responsabile (di quello che volete)
e poniamolo molto in alto nel vertice della famosa piramide a cui molti ambiscono.

Poniamo il caso che voi non lo conosciate di persona, non sappiate le sue referenze ma siate informati
del ruolo che riveste proprio da quel simpatico foglio che rappresenta la simpatica piramide della vita
in azienda…

Poniamo ancora il caso che sentiate questa persona affermare una cosa simile:

“Noi abbiamo nell’altra sede X tonnellate di materiale a terra…
voglio sapere chi le ha depositate lì che lo faccio fuori”

ecco a fronte di un affermazione del genere come fate a non pensare che questo nuovo responsabile
sia un perfetto demente come tanti già visti e conosciuti in passato???

ma che frase è???

ma come si fa ad affermare una cosa simile??

a prescindere da tutto…

sarebbe come se oggi qualcuno si svegliasse dal letto a roma e dicesse:

“voglio sapere chi è che ha costriuito il colosseo li e non in cima a monte mario, ditemi chi è stato…”

Ma chi sei???? e sopratutto cosa vuoi?? ma hai mai guardato il calendario?? sai che siamo nel 2013?? sai che nel frattempo
è stata inventata la televisione a colori che per altro ha fatto anche diversi danni alla mente della gente?

Ripeto a prescindere da tutto come si fa ad accettare frasi del genere e a non ridere in faccia a certa gente??
come si fa a pensare/sperare che le aziende italiane possano risorgere e risollevarsi in periodi di crisi, con questa gente qui??

Io li chiamo “i Risolutori”… cioè gente che arriva in un azienda in crisi o meno con il compito di risolvere problemi
in pochi giorni, con la convinzione di poterlo fare, con l’arroganza di parlare a cazzum (scusatemi il latinismo) e di applicare
soluzione tratte dal “grande libro del manager che non deve chiedere mai” senza vedere se ed eventualmente come addattarle alla realtà
in cui si trova investito…

ma sopratutto come si fa anche solo a parlare di soluzioni prima che siano passate almeno un paio di settimane (e già qui sono spinto verso il
superuomo) dall’avvento in questa nuova realtà??

 
E’ pieno di questa gente qua… sono come le zanzare solo che non pizzicano ma seminano follia industriale… e in più costano un casino!!!

Eppure si tratterebbe di applicare semplice logica… e magari cercare prima di scoprire che materiale è, perchè si trova li,
chi ne aveva la responsabilità e poi eventualmente agire senza che sia necessario farsi vedere Giulio Cesare, l’azione non necessita
di rumore… è tale anche se è mirata e silenziosa…

è come quel manager che si presentò tutto orgoglioso qualche tempo fa decandanto i suoi risultati in questo modo:

“io ho preso nel 2007 un azienda in difficoltà con bilancio in passivo formata da 900 dipendenti e 4 stabilimenti e in due anni ho
riportato il bilancio in attivo trasformandola in un azienda sana con uno stabilimento e 150 dipendenti”

è tu saresti il grande manager?? e questo lo chiami un gran risultato di cui andar fiero???

hai preso il mac donalds e l’hai trasformato nella privata “da Bepi” (con tutto il rispetto eh) e io devo sentirmi fiero di lavorare
con te??

E poi mi dicono che sono matto…

Buongiorno Mondo… sono qui!!!ultima modifica: 2013-10-21T12:10:54+00:00da heicko1979
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13 Commenti

  • Ciao Erik.Hai beccato il classico pezzo di m*r*a.Anche da me ce n’è uno, con la differenza che è qui da anni. Insopportabile è dir poco, e le sue affermazioni sono sempre fuori luogo.Le cose che lui scopre o capisce oggi, tutti noi le avevamo scoperte e capite (meglio di lui) molto tempo prima.Il fatto è che questi tipi hanno dalla loro parte arroganza, faccia di bronzo e ‘potere’, e quindi sanno incutere timore nella maggior parte delle persone con cui hanno a che fare.Per quanto riguarda i grandi manager che ristrutturano le aziende: ne ho passata già una, di ristrutturazione aziendale, e mi sono dimesso.Questi arrivano, fanno piazza pulita a modo loro, e se prima fatturavi 84 ora fatturi 21 con un quarto delle persone. Le proporzioni rimangono, solo che ora ragioni in piccolo ed hai messo in difficoltà decine di famiglie.Io ababndonai la barca prima dell’affondamento completo, e fui ‘fortunato’. Ad altri andò peggio, ma è un po’ colpa loro che non capirono che bisognava osare, avere coraggio.Sono manager da 4 soldi, hanno capacità inversalmente proporzionali al loro stipendio, e come persone non valgono nulla.L.

  • Questi metodi americani hanno lo stesso effetto della cucina di mcdonald’s sul nostro fegato. In Italia si ostinano a seguirli solo perchè fanno tendenza e non perchè funzionino veramente. Lo posso dire che noi italiani siamo degli imbecilli istituzionalizzati? Lo dico.

  • quando sono arrivato in questa azienda mi sono chiesto “ma se io fossi il titolare, come potrei mai accettare di avere un azienda così??? lavoriamo per i governi americano, francese e in pratica non possiamo decidere nemmeno quando respirare.. ” da titolare che senso ha avere un azienda così??? per me rimane un mistero… e quindi a me lo dici dei metodi “americani”??? :)sono friulano ma….nun famme parlà… 🙂 [spero sia discretamente giusto avendo suocero viterbese… 🙂 ]

  • @kikka:ma sai io il discorso delle famiglie, ponendomi nei panni dell’imprenditore, lo reggo fino ad un certo punto… (non mi riferisco solo a te ma in generale ogni volta che sento questo discorso mi indispettisco) secondo me bisogna fare un ragionamento… io imprenditore apro un azienda… do lavoro a delle persone perchè mi serve per mantenerla… l’azienda cresce e do lavoro sempre a più persone… poi per qualsiasi motivo la domanda cala e così il lavoro… e io imprenditore non posso più mantenere le stesse persone (tra le altre, per altro, sto mantenendo di certo qualcuno che non merita perchè non posso spedirlo a casa altrimenti il sindacato… ma questo è un altro discorso). Ecco, questo per dire che io non sono un ente di beneficenza o una succursale del signore… io do lavoro perchè mi serve, retribuisco perchè venga fatto ma non sono un benefattore… non è giusto fare leve moralistiche su questo argomento secondo me…su tutto il resto posso ritenermi concorde… :)chi è L. (nella firma finale… ihih)

  • scusa, mi son dimenticato una cosa fondamentale….la gente, le famiglie che rimangono per strada perchè un azienda ha chiuso o è stata costretta a ridimensionare sono una responsabilità della società, della politica e non sempre e comunque di un imprenditore… chi si occupa della società e cioè i politici fanno presto a dare le colpe ad imprenditore facendo scagliare contro ad essi i lavoratori.. pulendosi le mani in questo modo così elegante… ma il posto fisso è stato ed è il più grande dramma per la mente di ogni lavoratore, il suicidio della professinalità, per una società che è costruita e basata su realtà che oggi non esistono più.

  • Il fatto è che anche gli imprenditori e i magnati (anche questo termine di origine viterbese 🙂 ) sono esseri umani e quindi fallibili, condizionabili e soggetti al processo di rincoglionimento…

  • perdona il francesismo…

  • C’è posta per te Erik, fammi sapere se serve altro.P.S.: se conosco Mauro Corona? Si certo, dal 1980, ho aperto anche delle vie nuove assieme a lui e ho preso in sua compagnia delle sonore sbornie.Da 15 anni non ci parliamo più, dopo vhe mi ha buttato giù il telefono per tre volte di seguito la vigilia di Natale mentre ero a letto con un febbrone da cavallo. Dovevamo scalare il Campanile di Val Montanaia il giorno di Natale per portare in cima la bandiera dell’UNICEF, io gli dicevo: “sto male mi becco una polmonite” e lui:”va a remengo, te xe ‘na piaga”. Non ci siamo più parlati dopo tante avventure assieme.Ciao, stammi bene.haffner

  • mi hai fatto sorridere Erik..quando ti inalberi la prendi proprio di punta ehh!!Mi hai fatto ricordare le parole di un cliente dell’azienda dove lavoro. Un giorno si è fermato a scambiare due chiacchiere nel mio ufficio e mi raccontava di un suo dipendente appena assunto. Mi diceva che sbandierava la sua laurea ai quattro venti davanti a tutti i colleghi con fare da sapientone, il fatto è che invece non aveva esperienza e quindi parlava a vanvera. Comandava tutti pur essendo l’ultimo arrivato convinto che il suo ruolo glielo permettesse.Il cliente rimpiangeva il dipendente che ha preceduto sto bellimbusto, sapeva come portare avanti il lavoro nonostante non fosse laureato e rapportarsi coi colleghi..ma purtroppo era andato in pensione.Io credo che nonostante il bagaglio culturale, o le mansioni che si hanno un pizzico di umiltà non guasta mai…Ciao Erik..notte!!

  • >>>ma sai io il discorso delle famiglie, ponendomi nei >>>panni dell’imprenditore, lo reggo fino ad un certo >>>punto…Ciao Erik.Il fatto è che l’Azienda aveva un alto indice di redditività, e profitti costanti.Hanno semplicemente ‘delocalizzato’ (non riguardava tuttavia il mio ramo d’Azienda).La ‘delocalizzazione’ è un imbroglio bello e buono, perché sposta in Romania o Albania lavoro che sarebbe svolto (e meglio) anche in Italia. Tutto questo solo perchè la legge glielo permette di fare.Un discorso è lasciare a casa le persone perché cala la domanda, un altro è perché intendi lucrare in modo vergognoso.>>>chi è L. (nella firma finale… ihih)Scrivo con troppa foga e velocità. No, cmq, non è ‘iniziale del mio nome…CiaoK.

  • Ciao K. non L. :)è complicato discterne globalizzando, posso essere daccordo con te ma posso ritenere anche possibile il caso contrario senza perforza additare l’imprenditore di turno..secondo me chi fa azienda non è portato ad esser Etico, o meglio se lo è (ed è un grandissimo pregio sia chiaro) è destinato a venir divorato dagli squali in breve tempo… ovviamente tutto dimensionato alle dimensioni…però anche la delocalizzazione va discussa… tu compri mai con i saldi?? o scegli mai un supermercato al posto di un altro perchè in quello che scegli i prodotti (anche gli stessi) costano meno?

  • Credo che nel lavoro, in qualsiasi campo e a qualsiasi latitudine, l’esperienza insegni alle persone che con l’arroganza non si ottiene nulla e poi per poter comandare, bisogna conoscere il valore della umiltà, cosa molto rara ai giorni d’oggi.Io faccio un lavoro autonomo da libero professionista e ho a che fare tutti i giorni con gente che per necessità di cose deve “sottostare” e lo metto tra virgolette, alle mie direttive. Lo faccio perché poi alla fine sono io ad avere la responsabilità del risultato finale, ma sono anche una persona che ama rapportarsi con fiducia nei confronti di chi lavora con me e una delle cose di cui tengo più conto è la sua competenza che serve anche ad arricchire le mie competenze, perché noi siamo frutto di un lavoro che non nasca mai dal nulla, è piuttosto una sinergia senza la quale non si va da nessuna parte.Senza contare che per comandare bisogna avere credito e dimostrare di saperci fare, con carisma, competenza e certamente senza presunzione.

  • Mah, Arthur, parlando puramente del piano professionale e sociale il lavoro mi sta deludendo in ogni angolo, direzione e verso… o quanto meno è molto lontano dal mio modo di vederlo, di pensarlo e anche di viverlo…ma non demordo, cerco sempre di cambiarlo dove posso

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