Gen 7, 2014 - Senza categoria    6 Comments

Solo un’Opinione e grazie per tutto quello che hai fatto per me!!!

Cinque anni fa ho aperto il Blog solo un opinione principalmente per me.
Volevo provare a mantenere un archivio di pensieri, ricordi, sensazioni
che possa esser condiviso ma che anche se non lo fosse stato non avrebbe avuto
troppa importanza.

Potevo usare un diario o un documento elettronico di qualsiasi tipo, però il limite
era che non sarebbe stato sempre disponbibile come qualcosa che si trova su internet.

Ero divetanto da poco padre e mi stavo affrontando questa esperienza con tanta voglia
di crescere e di sentirmi all’altezza.

Il blog mi ha regalato molto di più della semplice restituzione e conservazione della mia memoria,
mi ha permesso di conoscere diverse persone che hanno contribuito alla mia crescita, hanno contribuito
a farmi fare domande e a cercare risposte, hanno contribuito ad aumentare la mia conoscenza e la mia voglia
di ricerca.

Io credo nel destino, e questo passaggio forzato da myblog di virgilio a wordpress lo interpreto come un
segno, che mi porta alla decisione di voltare pagina.

Solo un opinione è nato e morirà con Myblog.

Quindi con questo post comunico la chiusura ufficiale di questo blog che su wordpress non ha senso di esistere
perchè non sarebbe altro che una copia di quello che fu.

Ringrazio tutti quelli che sono passati di qua per caso, quelli che ci passavano ogni tanto, quelli che da qui
mi hanno dato modo di conoscere persone e personalità nuove che altrimenti, probabilmente non avrei mai incontrato
e quelli che erano frequentatori abituali.

Non cesserà però la mia vita da blogger, sto lavorando (nei pochissimi ritagli di tempo) ad un nuovo blog,
che sarà obbligatoriamente diverso da “Solo un’opinione” perchè in 5 anni qualsiasi persona cambia, cambia se stesso,
cambiano i suoi obiettivi, cambia la sua vita.

Cambierà quindi anche il senso del blog stesso, cercherò di renderlo più simile alla persona che sono oggi,
mi sforzerò (cosa non facile per me) di essere un pò meno vago e di renderlo più personale, più legato alla vita
e meno all’idealismo, riporterò i testi, i post e le parti che intendo ricordare di solo un opinione perchè il passato
non va mai dimenticato, ed è grazie alla comprensione dello stesso che si disegna il futuro.

Ed è proprio in questa direzione che vorrei creare il nuovo blog che spero di poter mettere online con la partenza
del nuovo anno… sfruttando appunto le vacanze di natale che per la prima volta, salvo imprevisti, dovrei godermi
a casa… per realizzare l’interfaccia e preparare qualche contenuto.

Sperando di farcela, volevo ringraziare tutti voi che passerete di que e che leggerete questo messaggio e anche chi non
lo farà ma di qui c’è passato in questi anni.

Ora “occhi al futuro” perchè viviamo il presente per costruire il nostro futuro.

Ciao Solo un’Opinione e grazie per tutto quello che hai fatto per me!!!

Dic 6, 2013 - musica    5 Comments

catturato da questa canzone, ogni suono, ogni parola, ogni strofa, ogni virgola….

 

Ligabue – Ciò che rimane di noi –

 

Cosa c’è
e cosa no
che ci portiamo via
chissà se ciò che senti
lo sentirai per sempre
cosa va
e cosa no
in questa fantasia
e come non é andata
e cosa non è stato

È un natale molto duro
sembra vuoto dentro
su ogni tuo regalo
non c’è scritto niente
quando sai com’è l’abisso
non sei più lo stesso
ti tieni un po’ più stretto
a chi ti tiene stretto

Però alla fine di questo dolore
sarà fin troppo alla luce del sole
ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi
però alla fine di questo dolore
dovremo sempre comunque contare
su ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi

Cosa c’è
e cosa no
che ci fa compagnia
e si è piazzato dentro
e non l’abbiamo scelto
cosa va
e cosa no
in questa lotteria
a volte paghi molto
rispetto alle tue colpe

È un natale molto duro
a luci quasi spente
su ogni mio regalo
non c’è scritto niente
quando sai com’è l’abisso
non sei più lo stesso
sai solo andare avanti
per come sei adesso

Però alla fine di questo dolore
Sarà per sempre alla luce del sole
ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi
però alla fine di questo dolore potremo sempre comunque contare
su ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi

È un natale molto duro
quando non lo senti
e sulle luminarie
non c’è scritto niente
dopo il giro nell’abisso
Non sei più lo stesso
puoi solo andare avanti
con tutto quanto addosso

Però alla fin di questo dolore
sarà più chiaro alla luce del sole
ciò che rimane di noi
Cosa rimane di noi
però alla fine di questo dolore
potremmo comunque contare
su ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi.

Dic 6, 2013 - sfoghi    1 Comment

Sarebbe bello se…

…. da oggi ognuno di noi si sentisse un pò più Nelson Mandela…..

 

ho sempre pensato che i morti non muoiono fino a quando noi li ricordiamo con i nostri pensieri ma sopratutto con i nostri gesti, il nostro modo di comportarsi….

 

per non trasformare in ipocrisia quello che ieri sera o stamattina molti di noi hanno percepito sarebbe bello se….

 

… da oggi ognuno di noi si sentisse un pò NELSON MANDELA!

Nov 26, 2013 - Senza categoria    4 Comments

Senza Nome

Qualche giorno fa alla radio ascoltavo un intervista ad alcuni missionari che raccontavano
che non ricordo esattamente in quale luogo del mondo, le madri che mettono al mondo o loro figli
lo fanno ma senza attribuire un nome ad ognuno di essi.
Non danno nome ai loro figlio perchè l’aspettativa di vita è talmente bassa che il nome viene assegnato
eventualmente solo dopo qualche periodo di tempo, quando tutto fa pensare che il neonato possa sopravvivere,
cosa che per altro non è di certo garantita.

Questo significa che ci sono bambini che nascono e muoiono senza aver nemmeno un nome…

Solo il pensiero di questa realtà è agghiacciante e mi fa venire i brividi, vorrei poter dire a queste mamme
a questi padri, a queste persone che secondo me dovrebbero dare in ogni caso un nome ai loro figli, di deciderlo
nei nove mesi in cui la loro vita è dentro il corpo della madre, credo che dare un nome sia quantomeno un segno di
rispetto.. credo che nessuna di quelle madri possa non provare dolore nell’eventuale perdita di un figlio anche
se immagino che sia una realtà del quotidiano.. ma dategli un nome, piangete un nome, ricordate un nome, amate quel
nome anche se non è più in vita, perchè una piccola parte di quel nome, di quella vita, di quell’esistenza, di quell’emozione
vivrà in voi finchè voi sarete vive, finchè voi anche magari dopo qualche anno donerete qualche istante del vostro
pensiero a lui, e nel momento stesso in cui penserete o pronuncierete quel nome, il vostro cuore tremerà,
il vostro corpo si riscalderà e la sua vita in voi vi darà un segno…
non cercate di ignorarlo, dategli un nome ed un posto, seppur piccolo in questo mondo in cui lui potrà vivere in voi.

Oggi, passato qualche giorno, levigato il senso di profondo disprezzo per le condizioni di parte di questo mondo
(che per altro è spesso parte che non si lamenta, forse perchè nemmeno sa il senso di farlo) ricordando questa
storia e quel sentimento che mi ha lasciato ho ripensato ad una canzone, dei Nomadi, che reputo fantastica,
una canzone che mi emoziona sempre, una poesia al sentimento della vita, alla stupidità della guerra, alla follia umana
dell’istinto senza ragione… una canzone che parla di persone senza nome, in un ambiente diverso, parla
di persone che non si conoscono mimimamente (senza nome) e che decidono di porre fine a una o più esistenze
senza farsi nemmeno una domanda…

Ogni persona che incontriamo nella nostra vita e che non conosciamo è per noi una persona senza nome, ma quella stessa
persona non solo ha un nome..  ha una vita, ha una storia, ha dei legami…

infondo ognuno di noi è una persona senza nome

Vi lascio la canzone:

Un giro al freddo come sempre la notte
Che non ci siano guai
Un libro i guanti la cintura il cappotto
Che non si sa mai
Come son belle la montagne la notte
Quando fa freddo sai
Quando ci sono due milioni di stelle
Quando ti vedo dentro ad una di quelle
Quando il pensiero scalda per non gelare
Quando mi sveglio dentro a un letto che non c’è

E sono qui per fare anch’io qualcosa per il mondo
E quante volte ho visto facce che han toccato il fondo
Fra la polvere e la fame resto qui
Ovunque sono e resto qui
E quante gente ho salutato gente senza nome
E quanta strada ho calpestato per capire come
Come il mondo sia caduto fino a qui

Un giro al freddo come sempre la notte
Tutto tranquillo sai
La gente guarda e ti ringrazia più volte
Ma non dorme mai
Portiamo cibo coperte speranze
E qualche sogno in più
Tenendo il cuore dentro un blindato
Io sorridevo ma qualcuno ha mirato
E poi un’ombra di nascosto ha sparato
Nel silenzio del rumore resto qui

E non ho mai preteso di salvare il mondo
Perché il mio cuore mi diceva che era giusto in fondo
Provare a cambiare adesso qui
Comunque sono e resto qui
E non capisco quello sparo colpo senza nome
Anche se in tutto sai c’è sempre un ragione
Tra la polvere e la fame resto qui
Per te che sulla foto ci hanno scritto il nome
Si per te che non hai più una lacrima

http://www.youtube.com/watch?v=4ozthfyD0Dc

Nov 11, 2013 - Storie da Raccontare    14 Comments

Le tre str…

Ieri eravamo con amici a teatro.

Abbiamo portato i bambini a vedere lo spettacolo dei burattini con la storia di Pinocchio.

Prima che iniziasse lo spettacolo, ma dopo che eravamo già seduti da qualche minuto a mio figlio
arriva il classico bisogno dell’emozione… 🙂  deve fare la pipì…

Non c’è problema mi dico, ora ci alziamo e pian pianino andiamo in bagno, tanto lo spettacolo
non è ancora iniziato e non diamo fastidio a nessuno.

Eravamo in una fila centrale, in posizione centrale, alla nostra sinistra c’erano i bagni e prima
di loro erano sedute tre signore molto eleganti con le relative figlie o nipoti, non vi so dire…

allora prendo mio figlio per mano, gli dico di stare attento a non urtare le persone che sono sedute e
chiedo con il sorriso e con toni garbati alle signore se ci potevano far passare perchè dovevo accompagnare
mio figlio in bagno…

le signore mi guardano e sbuffando e borbottando si alzano dalla loro sedia per farci passare, la più robusta
di loro però è costretta ad uscire dalla fila perchè nemmeno la sua alzata ci forniva spazio a sufficente per
passare.

E così stizzita e sbuffante ci fa passare.. io mi rigiro e sempre con un sorriso dico loro “scusate ancora”..

niente, gli sguardi sono sempre di tre persone alterate…

andiamo in bagno, fatti i bisogni, lavati e puliti torniamo in sala, ci avviciniamo alle tre signore che
ci ignorano… allora sempre con il sorriso chiedo se ci potessero far passare… e la scena di prima si ripete

sbuffanti e borbottanti le signore si alzano, la più grossa esce dalla fila e noi ripassiamo, arrivamo al posto e
ci sediamo…

ma dico io, ma come può e perchè mai la gente deve essere così stronza???

 

 

e poi magari si lametano se un padre, con un figlio, tornando al posto, pesta loro “involontariamente” il piede e sporca la loro elegantissima scarpa da cerimonia…

fino a che punto è corretto dare rispetto??? secondo me in questo caso siamo già oltre quel punto…

la tua vita

 

La tua vita non è nient’altro che una storia
 
nella quale puoi fare una scelta….
 
leggerla dopo che il tempo avrà riempito le sue pagine
 
prendere la penna e scriverla prima che sia il tempo a farlo.

 

Ott 31, 2013 - cinema e tv    3 Comments

Film: La pivellina -Non è ancora domani-

La dignità raccontata con un film.
pivellina.jpg
Cosa serve davvero ad un essere umano?
 

Tutti noi siamo nati bambini, non tutti noi abbiamo avuto una famiglia, uno o due genitori al nostro fianco, dei fratelli, parenti, amici… esistono vite che non hanno avuto ciò e altre che nonostante le figure indicate possano gridare “presente” probabilmente ne avrebbero fatto anche volentieri a meno.

Molte vite, molti modi di viverle.

Perché si decide di fare un film?? Perché si decide di guardarlo?

Credo che il motivo sia cumulabile, credo che da una parte c’è chi vuol trasmettere qualcosa e dall’altra chi si aspetta di ricevere qualcosa.

Quello che ho ricevuto io guardando questo film è davvero tanto.

Spunti, riflessioni, tenerezza, calore umano, tristezza, vergogna, angoscia, perplessità.

Il film racconta una parte della storia di vita di una piccola bambina di circa due anni, che viene ritrovata semi abbandonata (in realtà una lettera testimonierà il possibile ritorno di una madre forse disperata) in un parco da una donna che ha percorso la sua storia  per scelta o per esigenza inseguendo lo spirito circense.

Questa donna, Patti, dai modi apparentemente grezzi ma mostruosamente più umani e naturali di quanto  possa arrivare a vedere da chi non ha mai avuto modo di vivere o condividere realmente quel mondo, è un concentrato spaventoso di potenza dell’umanità. Nel corso di tutto il film trasuda dignità come ho riconosciuto in pochi altri personaggi visti tra cinema e vita reale. La potenza del cuore, la straordinaria semplicità della vita nei suoi punti fondamentali fanno apparire questa donna normalissima come una delle più belle, sane e pure personalità che ho mai incontrato.

Vive tra camper e container assieme al compagno circense pure lui, portatore di elevatissima dignità anche lui, assieme ad altri compagni di vita in una piccola comunità che esclude il superfluo e anche qualche possibile piacere ma che non sembra soffrirne mai.

Accoglie questa bambina e la tratta come una figlia dal primo istante, la zia patti, come si auto definisce entra nel cuore della bimba tanto quanto la bimba faccia con lei.

 
Aia (Asia) sembra rinnegare la madre ma non sembra soffrire particolarmente in sua assenza, mi ha toccato particolarmente e forse non riesco ad essere sopra le parti nel provare a raccontarla perché ha qualche mese in più di mio figlio e in molti suoi gesti, suoi sguardi, suoi versi lo rivedevo in lei e… 
lo dirò alla fine di questo testo.
 

Per essere una bimba abbandonata dimostra un carattere socievolissimo e anche molto autoritario, sembra in tutto e per tutto una bambina felice e serena che sa divertirsi e che sa ascoltare, è devastante nella sua semplicità e naturalezza. Ha tutta la vita davanti e sembra essere indirizzata alla sua scoperta con la giusta curiosità che ogni bambino dovrebbe essere sempre libero di esprimere e vivere al di là dell’educazione che ad ogni modo non dovrebbe mai mancare.

Ci sono ancora due personaggi fondamentali in questo film che meritano una piccola citazione, il compagno di Patty che come già detto è un uomo tutto d’un pezzo, saggio e buono che lavora per mantenere la sua compagna, la sua dignità e anche i suoi animali ma che ogni volta che si trova difronte ad un bambino o adolescente esterna consigli di vita e di comportamento con bontà, lealtà e straordinaria, appunto, dignità. E’ una persona che ha imparato a vivere, ed ha imparato a farlo senza mai negare il rispetto e senza mai mancare a quei valori umani che dovrebbero essere fondamentali ad ogni padre che deve o vuole educare il proprio figlio o ad ogni persona che si trova costretta a farlo.

E poi c’è Tairo, in pieno periodo adolescenziale, che sta anch’egli affrontando la vita con assoluta dignità apparentemente senza soffrire mai di tutte quelle aspettative, attese sociali, bisogni civili che invece vivono spesso i ragazzi che fanno parte delle comunità chiamiamole “normali”. Vive Aia come se fosse una sorella, con lui torna a vestire i panni del bambino (per esempio quando vanno a giocare nel fango) e prova a vestire quelli dell’adulto (quando cucina e butta le patatine fritte), segnerà un passo fondamentale per l’uomo che diventerà un domani.

Veniamo rapidamente alle sensazioni descritte prima:

Ho provato tanta tenerezza nel vedere come ognuna di quelle persone si rivolge sempre al prossimo con assoluto rispetto e come in un apparente vita di stenti nessuno abbia mai pensato nemmeno per un momento di storcere il naso verso una nuova vita, un nuovo essere umano che entra a far parte della loro piccola realtà.  In questo, spesso noi popolazione colta e civilizzata dimostriamo un ignoranza fuori dal comune.

Ho provato tenerezza nello scambio di racconti dell’adolescenza tra Patti e Tairo, ho provato tenerezza nelle parole di Walter che avvisa Patti dei rischi con la giustizia e quando spiega a Tairo che la parola non è uguale per tutti e che è il pregiudizio a renderla a diversi pesi.

Ho provato tenerezza quando Walter esce con la Aia e va a farsi le foto, come se avesse il bisogno di fissare quel periodo per non dimenticarlo mai, nonostante possa sembrare un uomo che superi le emozioni.

Calore umano l’ho provato durante tutto il film, in tutti i personaggi coinvolti, principali e secondari, calore umano l’ho provato quando Patti indaga sul possibile suicidio della madre di Aia, quando come regalo per aia arrivano 4 cuccioli. In ogni sguardo, in ogni ripresa c’era la naturalezza della vita, cerano gli occhi di chi, infondo, semplicemente vive e per farlo oltre all’ossigeno condivide il calore umano.

Tristezza l’ho provata quando nessuno ha partecipato allo spettacolo di Walter e Patti, che nonostante questo non si sono messi a piangere disperati, a inveire contro chissà quale possibile responsabile ma hanno semplicemente accettato il fatto. Quanti di noi sono in grado di fare altrettanto?? E’ davvero sempre così indispensabile dare una colpa a qualcosa o qualcuno??  Anche qui ho visto dignità ai massimi livelli umani.

Vergogna l’ho provata ripensando a quante volte passando mi è capitato di pensare male di qualcuno che magari vedevo camminare per la strada trasandato, o con vestiti apparentemente “usati”, o scavalcare recinzioni. Vergogna l’ho provata verso i miei pensieri tutte le volte che ho pensato che una persona “povera” lo fosse tanto nell’aspetto quanto nello spirito.

Angoscia, infinita, l’ho provata nella parte finale, nell’ultima scena nel possibile addio, nel possibile arrivederci, nel possibile proseguimento, nel non sapere

Perplessità sempre nella scena finale, nella foto di Walter che riappare (non sono sicuro di avere chiaro il motivo), nella lettera della madre, nel fatto di non vederla ritornare, nel motivo per cui è stato deciso di non dare una fine a questo racconto.

Concluderei rispondendo alla domanda iniziale e dicendo che ancora una volta, anche grazie a questo film, rafforzo la mia tesi che dice che i figli sono di chi li cresce e non di chi li mette al mondo e che ogni bambino sulla terra ha come bisogno primario, non quello di avere una casa o una mamma ed un papà, ma quello di conoscere, di ricevere amore e di sentirsi considerato come persona da uno o più dei suoi simili.

 
Nulla è più importante ed indispensabile del vedere  che dalla propria vita deriva anche la felicità dell’altro e che nessun essere umano al mondo può sopravvivere alla solitudine.

Ott 21, 2013 - Storie da Raccontare    13 Comments

Buongiorno Mondo… sono qui!!!

E poi mi dicono che sono matto…

Poniamo il caso che nell’azienda dove lavorate arrivi un nuovo responsabile (di quello che volete)
e poniamolo molto in alto nel vertice della famosa piramide a cui molti ambiscono.

Poniamo il caso che voi non lo conosciate di persona, non sappiate le sue referenze ma siate informati
del ruolo che riveste proprio da quel simpatico foglio che rappresenta la simpatica piramide della vita
in azienda…

Poniamo ancora il caso che sentiate questa persona affermare una cosa simile:

“Noi abbiamo nell’altra sede X tonnellate di materiale a terra…
voglio sapere chi le ha depositate lì che lo faccio fuori”

ecco a fronte di un affermazione del genere come fate a non pensare che questo nuovo responsabile
sia un perfetto demente come tanti già visti e conosciuti in passato???

ma che frase è???

ma come si fa ad affermare una cosa simile??

a prescindere da tutto…

sarebbe come se oggi qualcuno si svegliasse dal letto a roma e dicesse:

“voglio sapere chi è che ha costriuito il colosseo li e non in cima a monte mario, ditemi chi è stato…”

Ma chi sei???? e sopratutto cosa vuoi?? ma hai mai guardato il calendario?? sai che siamo nel 2013?? sai che nel frattempo
è stata inventata la televisione a colori che per altro ha fatto anche diversi danni alla mente della gente?

Ripeto a prescindere da tutto come si fa ad accettare frasi del genere e a non ridere in faccia a certa gente??
come si fa a pensare/sperare che le aziende italiane possano risorgere e risollevarsi in periodi di crisi, con questa gente qui??

Io li chiamo “i Risolutori”… cioè gente che arriva in un azienda in crisi o meno con il compito di risolvere problemi
in pochi giorni, con la convinzione di poterlo fare, con l’arroganza di parlare a cazzum (scusatemi il latinismo) e di applicare
soluzione tratte dal “grande libro del manager che non deve chiedere mai” senza vedere se ed eventualmente come addattarle alla realtà
in cui si trova investito…

ma sopratutto come si fa anche solo a parlare di soluzioni prima che siano passate almeno un paio di settimane (e già qui sono spinto verso il
superuomo) dall’avvento in questa nuova realtà??

 
E’ pieno di questa gente qua… sono come le zanzare solo che non pizzicano ma seminano follia industriale… e in più costano un casino!!!

Eppure si tratterebbe di applicare semplice logica… e magari cercare prima di scoprire che materiale è, perchè si trova li,
chi ne aveva la responsabilità e poi eventualmente agire senza che sia necessario farsi vedere Giulio Cesare, l’azione non necessita
di rumore… è tale anche se è mirata e silenziosa…

è come quel manager che si presentò tutto orgoglioso qualche tempo fa decandanto i suoi risultati in questo modo:

“io ho preso nel 2007 un azienda in difficoltà con bilancio in passivo formata da 900 dipendenti e 4 stabilimenti e in due anni ho
riportato il bilancio in attivo trasformandola in un azienda sana con uno stabilimento e 150 dipendenti”

è tu saresti il grande manager?? e questo lo chiami un gran risultato di cui andar fiero???

hai preso il mac donalds e l’hai trasformato nella privata “da Bepi” (con tutto il rispetto eh) e io devo sentirmi fiero di lavorare
con te??

E poi mi dicono che sono matto…

Ott 18, 2013 - Umorismo e Leggerezza    2 Comments

Consigli per restare svegli…. mah…

Oggi sono arrivato al lavoro discretamente ko…

stanotte ho dormito poco, causa virus con rigetto del mio piccolo più grande 🙂 e quindi è stata quasi una nottolata…

detto questo uno dei miei cari colleghi mi ha girato una mail con dei consigli su come evitare il sonno…

 

ho lasciato il testo originale quindi con qualche parte nel mio dialetto, che però dovrebbe essere di facile comprensione…

poi a lettura ultimata mi direte come mai gente scrive cose del genere ma sopratutto pensa che altra gente possa avere il bisogno di leggere consigli del genere..

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16 consigli per restare svegli da usare durante l’arco della giornata o della notte, quando si è molto stanchi.

Suggerimenti generali:

1) Ogni 30-60 minuti fai qualcosa che mantenga il corpo attivo e reattivo;

La flatulenza è valida?? cos’altro potrei fare in ufficio??

2) Bevi molta acqua. Non soltanto perché la disidratazione è causa di affaticamento, ma anche perché le frequenti camminate per andare in bagno ti aiutano a restare attivo;

ahaha, sembra Maurizio Battista con Focus (se non lo avete visto cercatelo su youtube, secondo me merita), quante volte potrò andare in bagno e quanti litri dovrei bere?? io bevo 1,30l al giorno..

3) Ascolta della musica con fare positivo;

fare positivo mio o della musica???

4) Esponiti alla luce – se di giorno preferibilmente naturale – poiché il buio favorisce il sonno;

grandi!!!.. non essendo un vampiro me par un grande consiglio

Mangiare e bere. Cosa fare e cosa non fare:

5) Mangiare a distanza di poche ore dei cibi ricchi di proteine, aggiungendo della frutta e della verdura;

go la mensa, se mangia quel che xe… e poi mi go i miei crackers con mela

6) Bevi del caffè o qualche altra bibita che contenga caffeina, ma non eccedere nella quantità e, soprattutto, assumila gradualmente e non tutta in una volta;

non bevo caffè.. e in ogni caso si fredda…

7) Non abbuffarti poiché il sentirsi troppo pieni rallenta l’attività cerebrale, favorendo il sonno;

stiamo lavorando siamo mica ad un matrimonio..

8) Non saltare la colazione;

ormai, e comunque…. MAI!!!!

9) Non bere bibite energetiche, lo zucchero presente in esse non favorirebbe la concentrazione;

Certo, prenderò un sonnifero..

Qualche suggerimento strano:

perchè quei de prima cosa iera?

10) Inspira ed espira attraverso il naso, spingendo l’addome verso il diaframma ad ogni respiro. Si tratta di una tecnica yoga chiamata “la respirazione del fuoco”;

saver cosa xe e dove xe il diaframma.. :))))

 

11) Odora dell’olio essenziale alla menta. I vostri sensi ne gioveranno;

speta che vedo se go in tasca..

12) Masticare dei chewing-gum o dei cubetti di ghiaccio terrà attiva la vostra mente;

masticare cubetti di ghiaccio??? e cossa son un dinosauro???

13) Bagna il tuo viso e i gomiti con dell’acqua fredda;

finalmente un decente..

 

Agopressione per migliorare la lucidità mentale:

e usarla ti, prima de scriver ste minchiade????   (chiunque sia)

14) Tira verso il basso i lobi delle orecchie;

casomai lo fasso ai altri.. ma forte forte..

15) Massaggia le tue mani, in particolare quel pezzetto di pelle tra il pollice e l’indice;

e farmele massaggiar non saria meio

16) Premere le ginocchia all’indietro.

fino al crack?

Poteri Naturali “di serie”

Oggi, visto che in qualche modo settimana scorsa eravamo in tema, mi va di riproporre un post datato a cui sono molto legato, cioè questo:

 

Il potere del cuore associato alla mente:

pensate ad una signora di mezza eta’ o ad un anziana signora… Pensate ad una borsa della spesa piena di roba e quindi molto pesante…
Pensate ora a questa signora con questa busta della spesa che cammina per i marciapiedi sulla strada per tornare a casa… Immaginatela mentre fa una pausa perche’ la borsa e’ troppo pesante e lei troppo debole…

Tenete in mente questa scena e questa signora che avete appena immaginato.

Ora spostiamoci in una spiaggia in un caldo giorno d’estate… Immaginatela…

Mettiamoci dentro la stessa signora di prima e aggiungiamoci la nipotina di quattro anni… E dipingiamo questa scena.

La nipotina che corre sul bagnoasciuga,
corre perche’ sta scappando dalla nonna che la rincorre dicendogli di non scappare… La nipotina ride, corre e urla… La nonna (la signora della borsa) ride corre e urla… Si divertono, spontaneamente ridono, giocano e si divertono. La nonna ragginge la nipotina e la prende in braccio, le da un bacio e inizia a camminare con la nipotina in braccio lungo tutta la spiaggia raccontandogli delle storie.

Ora la bambina pesera’ grosso modo come se non di piu’ della borsa della spesa… La signora di prima e la nonna sono la stessa persona, stessa eta’ e stessi acciacchi…

Cos’e’? Magia?
No, e’ solo la forza dell’amore e la volonta’ della mente… Quanti limiti possiamo superare se proviamo a capire, osservare e lavorare sulla forza della nostra mente e del nostro cuore?
Per iniziare basterebbe smettere di raccontarci bugie… O di nasconderci dietro false verita’

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